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 LEGGI IL MIO ULTIMO ROMANZO

IL CASTRATO DI VIVALDI

castrato copertina

ROMANZO,
PAGINE 375
BIBLIOTECA DEI LEONI,
COLLANA DIRETTA DA PAOLO RUFFILLI
http://www.bibliotecadeileoni.com/shop/narrativa/il-castrato-di-vivaldi/

Angelo Sugamosto nasce il primo ottobre 1720 in un miserabile Polesine, assediato dalla fame e dall’acqua. Ha una voce bellissima e il suo parroco, don Mira, decide che la deve conservare. E lo porta a Venezia per farlo castrare. Mai, se si esclude una novella di Balzac, il castratismo è entrato nella lettura occidentale. Angelo ha vita avventurosa, amori pieni e amori deludenti. Vivaldi è il suo maestro. Conosce i Tiepolo, Goldoni, Händel, Casanova. Vive a Venezia, Parigi, Londra. La sua vicenda si intreccia con mille altre. Un affresco inedito del Settecento veneto ed europeo. Il mondo dell’inquisizione e della stregoneria. La Parigi sotterraneo e la Senna, universo dei recuperanti e dei contrabbandieri. Venezia, il carnevale, i teatri, le taverne, il gioco d’azzardo. Romanzo di colori, odori. Di sangue e di gioia. Di dolore e di redenzione. Per saperne di più clicca qui: scheda informativa del romanzo e prime pagine della narrazione.

 

granziero-inquieti-giardiniGLI INQUIETI GIARDINI DI ANDREA GRANZIERO

È in libreria, con mia prefazione, INQUIETI GIARDINI, silloge di liriche di Andrea Granziero.
Libro notevole.
Dalla prefazione.
La poesia di Andrea Granziero circoscrive una geografia gentile e rarefatta. Ma non troppo.
Già il titolo indica un luogo. Che è fisico e mentale insieme. Il giardino, molti giardini anzi.
Proposti, programmaticamente, con la forza abrasiva dell’ossimoro.
Il giardino suggerisce immagini di pace, tranquillità. Il luogo del respiro, della pausa, del verde vivo primaverile, del grigio autunnale. Del rinnovamento e del declino, alba e crepuscolo. Qui l’ansia si dovrebbe placare o almeno trovare un equilibrio. E invece i giardini sono inquieti, quasi percorsi da una vibrazione segreta. Da una domanda che mette in tensione e talora allarma. L’enigma del confine, l’angoscia del fuori.
Per leggere il testo integrale della prefazione clicca qui.

 

copertina-i-nostri-santiC’È  UN SANTO PER TUTTO E PER TUTTI

Qualcuno ha chiesto se si tratta di un libro religioso. No e sì. Nel senso che in questo libro continua il mio discorso e la mia indagine sulla cultura veneta. Questa volta da un angolo di visuale particolarissimo, quello della religiosità  popolare. Patroni, santoli, santi protettori. È una storia immensa, addirittura infinita. L’idea è piaciuta subito ad Angelo Pastrello titolare della Editoriale Programma. Ed ecco qui il risultato. Che esce, ovviamente, in concomitanza con la festa di Ognissanti. Un lavoraccio, nel senso della fatica, ma grande soddisfazione. I patroni dei 981 comuni di Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli e qualche volta delle singole parrocchie. E poi i patroni di tutte le categorie, i patroni da invocare in mille situazioni diverse, i patroni che tengono lontane le malattie. Penso, in tutta onestà, che sia l’elenco più completo al mondo. E una infinità di storie e di episodi.Per leggere altro clicca qui.

 

copertina-robe-veceROBE VECE, IL NOSTRO IMMAGINARIO

Torno a parlare di mercatini, di antiquariato, di collezionismo e collezionisti. Grazie all’amico Angelo Pastrello di Editoriale Programma ho pubblicato questo ROBE VECE (dopo lunga discussione se scrivere vece o vecie, con la i) in cui percorro questo mondo bello e particolare. Ho attinto al mio archivio fotografico che conta ormai migliaia di immagini, ho raccolto la mia più che trentennale esperienza nel settore, maturata in tanti mercatini d’Italia e di tutta Europa. Racconto le mie manie, sicuro che non sono solo mie. Con tanti consigli e suggerimenti. In ROBE VECE si trovano anche tutti i mercatini del Triveneto (ovviamente con indicazioni utili) e anche altri fuori regione che ogni tanto frequento (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna).
Assicuro piacevole lettura e tante, tante foto (alcune, giuro, incredibili). Per leggere altro clicca qui.

 

copertina-segno-e-coloreFRANCESCO PIAZZA, SEGNO E COLORE

Nel 1948 Francesco Piazza ha 17 anni.
Vive i giorni della ricerca e delle curiosità. Prova tecniche e linguaggi. Dipinge a olio su tele di sacco. Sperimenta colori a tempera su tavolette che trova qua e là. Le mette in forno ad invecchiare. Dice che così fa trasalire i colori.
Abita in una soffitta, al centro di Asolo. La casa odora e puzza di colle, di latte ammuffito, di chiara d’uovo e di bitume. L’aria si impregna dell’acido nitrico delle prime, spericolate morsure. Piazza è in dialogo serrato e libero con la materia del rappresentare, con i supporti fisici della sua ricerca. Il colore, la tela.
Comincia così IL CILICIO E L’ESTASI, il saggio che ho scritto per FRANCESCO PIAZZA, SEGNO E COLORE, catalogo della grande mostra che, nel decennale della morte, la città di Treviso dedica al grande artista di cui ho avuto la fortuna di essere fraterno amico e confidente. Per me Francesco Piazza era (ed è, lo sento vivo e magistrale più che mai) semplicemente Checco.
Nel catalogo, che propone oli e incisioni che documentano splendidamente il percorso artistico di Piazza, figurano anche scritti di Eugenio Manzato, Paolo Ruffilli, Marco Goldin, Giovanni Barbisan, Luigi Pianca, Sandro Zanotto. Presentazioni di Giovanni Manildo, Luciano, Franchin, Emilio Lippi, Paolo Bornello, Andrea Bellieni, Gianni Tosello. Per il testo integrale del mio saggio clicca qui.

 

piazza-se-vivereLA GRANDE POESIA DI FRANCESCO PIAZZA

È uscito Se vivere è un camminare leggero, silloge delle poesie inedite di Francesco Piazza. Ne ho curato l’edizione e ne ho scritta la prefazione.
Francesco Piazza (Venezia 1931 – Treviso 2007) ha pubblicato i libri di liriche Alberi Anime (1985, ed.  Circolo Culturale Teorema) e Mendicavamo canti di usignoli (1992, ed. La Stamperia dell’Ariete). Dopo la sua morte, dal riordino dell’archivio di casa Piazza, è emerso un poderoso corpus di versi inediti.
La poesia di Piazza è dotata di una sua specifica sigla. Vigorosa, splendidamente e luminosamente originale. La traccia di una forte personalità artistica e di una geniale e inquietante capacità di riflettere sull’uomo e suoi misteri esistenziali.
Clicca qui per leggere la prefazione.
Presentazione martedì 24 ottobre, ore 18 presso il Museo Bailo in Treviso.

 

alsazia_lorena_homeALSAZIA E LORENA,
IL TRIONFO DEL GOTICO

Una settimana in Alsazia e Lorena. Le grandi cattedrali dalle impressionanti vetrate, i robusti vini (soprattutto bianchi), i paesini che esibiscono i davanzali fioriti, la storia della civiltà europea. Lo spettacolo unico della chiesa di Notre-Dame a Strasburgo: il più straordinario gotico del pianeta con la sua guglia alta 142 metri. I fiumi carichi di storia e poesia. In Francia si sta bene. Viabilità ordinaria magnifica (ovvio, si evitano le autostrade altrimenti non si vede niente) e campeggi (frequentissimi) sempre attorno ai venti euro. Soprattutto il gusto per il decoro urbano. Ogni rotonda è curata. Ogni via è un’esplosione di fiori. Anche il centro più piccolo ha un suo Ufficio del Turismo, ricco di stampati e suggerimenti. Ottima base per conoscere e iniziare a visitare un territorio. Noi abbiamo conosciuto così l’indirizzo dell’azienda dalla quale siamo andati a rifornirci di vini.
A me secca proprio che non sia così anche da noi. Clicca qui

 

laforzadelleradiciIO DONNA NATURA
DI SILVANA DEL CERO

La poetessa (veronese di nascita, bassanese di adozione) Silvana Dal Cero propone per i tipi di Pegasus, IO DONNA NATURA, il suo terzo libro di liriche, dopo Il passo e l’orma e I giorni e l’ombra. Silvana mi ha chiesto di scriverle la prefazione. La pubblico integralmente. La poesia di Dal Cero è “un ovunque, un sopra e sotto, un di fianco e di lato. Elenca: tenace ulivo / stella inesplosa / nera civetta / bianca farfalla. Aggettivo e sostantivo, il più semplice dei sintagmi, quello che non ha bisogno di predicato verbale perché si esaurisce già tutto nell’oggetto visto e posseduto. Nella visione, nel fotogramma, nel film. Si sostanzia in quel dentro/fuori che è la corteccia/corpo. Immagine mirabile che fa una cosa unica dell’involucro e del contenuto. In ultima analisi di significato e significante (allampanate immagini/dei miei respiri)”. Clicca qui

 

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SUI MARI DI OMERO

Egle ed io in questi primi giorni di giugno 2017 abbiamo fatto, per la prima volta, un’esperienza di crociera. Non parlerò dell’ospitalità ricevuta in nave (la Costa Deliziosa, ospitalità peraltro eccezionale, basata su gentilezza e organizzazione minuziosa e rigorosa, non ci si annoia di sicuro), ma delle mete del nostro viaggiare. Volevamo, dopo l’esperienza nella Grecia continentale, correre tra le isole del mare greco.
In pratica abbiamo disceso l’Adriatico. Con partenza da Venezia. Ci siamo fermati a Bari (con l’immagine bella delle donne che nei vicoli fanno le mitiche orecchiette), poi Corfù, periplo del Peloponneso, Santorini e Myconos.
Al ritorno sosta nel gioiello Dubrovnik, la veneziana Ragusa, sull’estrema punta meridionale della Croazia. Clicca qui

 

la-patagonia-homepgLA PATAGONIA DI FRANCO VIVIAN

Ho avuto il privilegio di presentare il bel libro di FRANCO VIVIAN, PATAGONIA FIN DEL MUNDO. La location è stata quella della chiesa di San Gregorio, nel cuore di Treviso. Luogo straordinario e suggestivo. Daniela Barzan, presidente di SeLALUNA, ha letto alcune pagine. Ha completato la serata la proiezione di alcune dia commentate dall’autore. È venuto a portare il suo saluto Luciano Franchin, assessore alla cultura di Treviso. Sala piena, coinvolta. Il libro di Vivian è forse il più bello ed emozionante che lo scrittore trevigiano abbia mai prodotto. Comunica voglia di andare. Franco è un grande amico e, come già era successo per un altro suo libro, DOVE URLA IL VENTO, mi ha chiesto di scrivergli la prefazione. Anche questo un privilegio. Per leggere la prefazione clicca qui

 

BoccaccioBOCCACCIO E I SUOI CENSORI
MARTELLINO E IL BEATO ERICO DA BOLZANO

Ho pubblicato sulla rivista STUDI SUL BOCCACCIO (volume XLIV; la rivista è stata fondata e diretta da VITTORE BRANCA, mio grande maestro a Padova; l’attuale direzione è composta da GINETTA AUZZAS, CARLO DELCORNO, MANLIO PASTORE STOCCHI) un mio saggio: MARTELLINO RISCRITTO: A PROPOSITO DEL DECAMERON RIFORMATO DAL CIECO D’ADRIA. Riguarda un mio studio nato in margine al convegno trevisano incentrato sulla figura del beato Erico da Bolzano. Come è noto, Giovanni Boccaccio dedicò una novella del Decameron (giornata II, novella I) ad una beffa messa in scena subito dopo la morte del santo patrono di Treviso (10 giugno 1315). Una sorta di pseudomiracolo. Mi soffermo in modo particolare sulla riscrittura che di questa novella fece una singolare figura di intellettuale, Luigi Groto, il Cieco d’Adria. Il problema era che la grandezza del blasfemo e licenzioso (ovviamente agli occhi della censura ecclesiastica) Boccaccio s’imponeva a tal punto che, pur di farlo leggere e diffondere la sua magistrale lezione narratologica e linguistica, lo si “correggeva”. Con esiti più o meno felici. L’immagine è un particolare della litografia che l’incisore agordino Vico Calabrò ha dedicato alla narrazione boccacciana. Il grande artista immagina che il corpo del beato, attorno al quale si accalcava la folla che implorava miracolose guarigioni, fosse esposto in piazza Duomo, davanti al Battistero. In realtà l’esposizione delle spoglie mortali avvenne all’interno del Duomo. Per leggere il saggio clicca qui

 

lago-orta-homepgLAGO D’ORTA
E L’ISOLA DI SAN GIULIO

Pasqua 2017 in riva al lago d’Orta, il lago …sbagliato. Racconto il motivo in questo diario di viaggio in un luogo che in realtà è un paradiso. Orta col suo Sacro Monte, patrimonio dell’UNESCO, con gli stretti vicoli su cui si affacciano negozietti caratteristici, con la piazza ariosa dominata dal Palazzotto, antica sede municipale. La mistica isola di san Giulio dove Giuseppe Tornatore ha girato La corrispondenza. I colori e i fiori. E la grande cucina piemontese che unisce sapori di tradizione e gusto dell’innovazione. Clicca qui

 

COPERTINA DELITTO SULLA COLLINA PROIBITADELITTO SULLA COLLINA PROIBITA

La misteriosa morte di Américo, un bambino che cerca legna per il povero focolare della sua casa; la collina rimasta per mezzo millennio proibita ai suoi abitanti; la crisi del parroco don Fervido; la sua storia personale di assassino e cacciatore di balene; il processo a Treviso; un colpevole possibile; Maria Ultima, la misteriosa donna che poneva fine alle troppo lunghe agonie dei paesani; la rimozione collettiva di un intero borgo; le paure e i fantasmi di un passato terribile e incombente; l’enigmatica Busa dea Messa nel folto bosco della collina, che una volta all’anno si trasforma in un tempio silvestre. Un legal thriller in piena regola ambientato nel profondo Veneto del primo Novecento. Per saperne di più clicca qui.

 

GLI INVISIBILI CHE SONO TRA NOI_copertinaGLI INVISIBILI CHE SONO TRA NOI

Homeless, senzatetto, clochard, barboni: gli INVISIBILI tra noi. Dieci scrittori hanno provato a scrivere dieci diverse storie/testimonianze e ne hanno fatto un libro. Tutte rigorosamente in presa diretta. Il groviglio della vita, la perdita di tutto, la voragine dell’annullamento. La speranza e la disperazione. Cliccando sul titolo la cronaca della presentazione avvenuta nella trevisana chiesa di Santa Caterina il 17 dicembre 2016. E la mia testimonianza. Una lunga, drammatica intervista ad Angelo. Ex giocatore di rugby, ex imprenditore, ex padre ed ex marito. Che non vuole rassegnarsi ad essere ex. Come dice lui, ci sono uomini formica e uomini cicala. Lui è stato una cicala. Clicca qui

 

DALLA CINA CON MERAVIGLIADALLA CINA CON MERAVIGLIA

Egle ed io abbiamo vissuto l’avventura cinese. Anno intenso di viaggi, per noi. Armenia, Nagorno Karabakh, Georgia, Camargue e ora Cina. Pechino con la Città Proibita e la Grande Muraglia, Xi’an e l’esercito di terracotta, Guilin e la crociera sul grande fiume, Shanghai cioè la megalopoli del futuro. E mille altre cose. Questo è il diario di viaggio, scritto a quattro mani. Siamo stati bene insieme, abbiamo vissuto con intensità il confronto con una cultura così distante dalla nostra. Speriamo vogliate condividere leggendoci e guardando le foto (tante ma soltanto una selezione rispetto alle migliaia scattate). Clicca qui

 

Copertina SAN MARTINOSAN MARTINO E IL MANTELLO

Il ragazzo che divise il mantello con un povero e segnò per sempre la storia religiosa e politica dell’Europa. A 1700 anni dalla nascita, la vita, l’opera, le tradizioni, la gastronomia, le curiosità, gli episodi significativi del santo più amato del mondo accompagnati da moltissime immagini inedite. Il grande artista Franco Murer ha disegnato l’immagine di copertina. Dalla città in cui Martino nacque (Szombathely in Ungheria) alla città in cui fu vescovo e fondatore (Tour in Francia). Clicca qui

 

Copertina ODE ALLA SOPRESSAODE ALLA SOPRESSA

Eccola la mia SOPRESSEIDE, il poema (rigorosamente in lingua trevisana) dedicato alla salama regina. Con le ricette del grande Bruno Bassetto, ambasciatore della cucina italiana nel mondo. Il link rimanda alla prefazione del libro, in cui, da Teofilo Folengo a Mario Soldati, ripercorro le fortune artistiche e letterarie della sopressa. L’immagine di copertina è stata realizzata presso L’OSTERIA SENZA OSTE di Strada delle Treziese, a Valdobbiadene. Clicca qui

 

sparvoliLE MELE DI CRISTIANA
(E DEI ROMANI)

La giornalista Cristiana Sparvoli ha pubblicato per i tipi dell’Editoriale Programma un libro delizioso, COGLI LA PRIMA MELA, ricette e curiosità sul frutto più antico e salutare del mondo. Il libro si apre con un’intervista a me, nelle vesti latinista. Quando Cristiana mi ha chiesto di parlarle della mela nell’antichità, be, per stare nel campo del cibo, è stato come invitarmi a nozze. Se vuoi puoi leggere il testo integrale dell’intervista. Clicca qui

 

agostino contoSTORIE DEI PRA’ LONGHI

Agostino Contò, scrittore trevisano trapiantato a Verona dove è responsabile della Biblioteca Civica, ha scritto un libro bellissimo radunando in silloge i racconti e le STORIE DEI PRA’ LONGHI. Memorie affidate ad un lessico lussureggiante che sta tra lingua colta e lingua popolare. Una galleria di personaggi indimenticabili, un impasto linguistico unico. Leggi la prefazione che ho scritto per questo libro. Clicca qui

 

La Memoria Dei GirasoliSILVIO E PAOLO POZZOBON:
LA MEMORIA DEI GIRASOLI

È uscito per i tipi di Antilia Editrice LA MEMORIA DEI GIRASOLI, silloge degli scritti di Silvio e Paolo Pozzobon, due splendide figure. Ero particolarmente legato a Paolo, intellettuale a tutto tondo, insegnante, studioso. Personalità unica e inimitabile, dotato di profondità d’animo e d’intelligenza rarissime. Uniche anzi. Coinvolto dalla famiglia di Paolo, soprattutto dai fratelli Piergiorgio e Michele, ho dato una mano a selezionare, ordinare e sistemare il materiale. Sempre Piergiorgio e Michele hanno voluto affidarmi il compito di prefare il volume. Leggi la mia prefazione, guarda le foto della presentazione. Clicca qui

 

CamargueHomeCAMARGUE, UN UNIVERSO

Leggi il mio diario di viaggio in Camargue. Se la Camargue stia alla Provenza come l’anima di un’intera regione e ne rappresenti il completamento e magari la culminazione. O se invece sia un territorio in qualche modo autonomo, un continente a sé. Qui arrivarono le conquiste romane, qui attecchirono profonde religiosità nel medioevo romanico. Attorno al mulino da cui scrisse le sue Lettres si aggira il fantasma bello di Alphonse Daudet. Qui vive l’anima colorata di Vincent Van Gogh. I campi di girasole, le distese di olivi, lo scorrere placido del Rodano, l’antico villaggio in pietra dei contadini provenzali. E il parco ornitologico, paradiso della biodiversità, dove è dio il fenicottero rosa. Clicca qui

 

ArmeniaARMENIA, NAGORNO KARABAKH, GEORGIA
LA TERRA DELLE CROCI DI PIETRA

Due intense settimane alle origini del cristianesimo. Culture diverse e lontane. Con mia moglie Egle, un gruppo fantastico e una guida eccezionale. L’Armenia è, prima che ogni altra cosa, la serie infinita dei khatchkar, le croci di pietra tutte diverse l’una dall’altra. Sono, con i manoscritti pazientemente copiati, ornati e tramandati, il contributo più alto dato dal popolo armeno alla cultura mondiale. Racconto i luoghi, la gente, le storie, le emozioni con le mie foto e la mia scrittura. Con tutti i limiti che si possono capire. Ma con l’esplicito invito a seguire la mia esperienza. Che è culturale e anche di fede e ricerca. Clicca qui

 

UNA VILLA UNA CONTESSA1LA 2H DEL DA VINCI DI TREVISO E LA MIA CONTESSA AMMAZZATA
(Per vedere le foto clicca qui)

Linda Onigo, decapitata a Treviso l’11 marzo 1903 dal suo “pisnente” Pietro Bianchet, viva ancora. Vive grazie alla 2H del liceo Da Vinci di Treviso (che è stata per tanti anni la mia scuola), alla loro insegnante BARBARA ZOPPELLI, al progetto “Lezioni in villa” di cui è coordinatrice la professoressa PAOLA BELLIN. I ragazzi della 2H hanno realizzato un video sul mio romanzo di esordio “IL DELITTO DELLA CONTESSA ONIGO” e lo hanno presentato giovedì 26 maggio nei suggestivi spazi e nello straordinario contesto di villa Rechsteiner a Piavon di Oderzo. Serata emozionante, densa. Clicca qui

 

copertina beato enrico ENRICO, IL SANTO CHE VENNE DAL NORD

A 700 anni dalla morte del grande patrono di Treviso, scrivo questa agile biografia del beato Enrico (o Erico, o Rico o Arrigo come scrive Giovanni Boccaccio nella prima novella della seconda giornata de Decameron) ricca di notizie e di immagini. Il santo taumaturgo, l’uomo umilissimo, ignorante e scostante, che riempì i luoghi in cui visse di divina misericordia. Un santo attuale, che parla ancora all’uomo moderno. Clicca qui

 

FELTRIN VOLEVO FARE IL COWBOY VOLEVO FARE IL COWBOY
(I WANTED TO BE A COWBOY)

È la biografia (in italiano e in inglese) di Luigi Feltrin, personaggio di grandissimo valore, e un ritratto complessivo della sua straordinaria famiglia. La storia di un uomo che, partito dal nulla e dalla miseria più nera, ha costruito un’azienda di livello mondiale, Arper che esporta sedie in tutto il mondo. La Catifa, il grande cavallo di battaglia, è stata prodotta in due milioni di esemplari. Arper ora ha showroom e linee di produzione a ogni latitudine. La nascita a Vallio di Roncade, la dura esperienza di migrante in Svizzera, i difficili esordi commerciali in Italia. Clicca qui

 

IL PICCOLO PRINCIPE IL PICCOLO PRINCIPE
(E LA MIA STORIA)

Io che suggerisco una storia ad Antoine de Saint-Exupéry? Quanta presunzione! Il fatto è che sono stato allo scherzo dell’eterno bambino che è Danilo Zanetti, magnifico editore e librario in quel di Montebelluna. Il quale ha edito la 254esima traduzione del Piccolo Principe. In dialetto veneziano, EL PINCIPE BOCETA, affidandola a Sergio Zangirolami (e a sua moglie Teresa). Danilo Zanetti, che è anche collezionista di edizioni diverse del libro, ha stampato un suo esemplare (in italiano, nella sua traduzione). E ha chiesto ad alcune persone di varia provenienza di scrivere qualcosa. E io ho osato raccontare una storia al più bel raccontatore che si conosca. Un divertissement assoluto (per me) anche per la sfida a farcela stare in pochissime battute. Clicca qui

 

IL CORSARO NERO 1 LA TERRAZZA DEGLI SCORRIDORI
(SOLO A MAGIRIA SI POSSONO INCONTRARE SANDOKAN E NEMO)

Cosa succede se da qualche parte si incontrano due tra più grandi personaggi creati dalla fantasia di Emilio Salgari e Jules Verne? Sandokan e Capitan Nemo. Beh io ci ho provato, all’interno della saga di Magiria, il mondo parallelo cui tutti possiamo accedere. Se troviamo il varco giusto. La porta. È il serbatoio della fantasia, la dilatazione dell’immaginario. E a fare da guida è un caddy, il ragazzo che porte la sacca delle mazze sui campi da golf. Perché il golf è lo sport nazionale di Magiria. E il racconto del mitico ritrovarsi di questi due giganti dell’immaginario collettivo ha trovato ospitalità in ILCORSARONERO (scritto proprio così, tutto di seguito), la prestigiosa rivista di studi e racconti salgariani diretta da Claudio Gallo. Clicca qui