LEGENDA MAIOR (VITA DI SAN FRANCESCO)
di BONAVENTURA DA BAGNOREGIO
TRADUZIONE
di GIAN DOMENICO MAZZOCATO
Editoriale Programma, 160 pagine
L’OPERA
San Francesco (Assisi, 1181/1182[-Assisi, 3 ottobre 1226) è una delle personalità più significative della cultura occidentale. Fondatore dell’Ordine dei frati minori, fu proclamato santo da Gregorio IX nel 1228.
La Legenda maior, della cui scrittura Bonaventura fu incaricato dal capitolo generale di Narbona del 23 maggio 1260, è il racconto della sua vita, autentico capolavoro dell’agiografia medievale.
Fu presentata al capitolo di Pisa nel 1263 e approvata all’unanimità dai padri capitolari.
Opera di grande afflato mistico, che tiene conto di tutte le biografie francescane precedenti e, in qualche modo, le supera per rigore espositivo.
Raccoglie la materia della narrazione attorno ad alcune categorie chiave: umiltà e accoglienza, obbedienza e attenzione ai fragili, amore per tutte le creature di Dio, severità di costumi e infinita comprensione delle debolezze altrui, scelta radicale di povertà, obbedienza al vangelo e sua magistralità assoluta.
Opera di immenso fascino che svela il personaggio Francesco in ogni fase della sua vita.
Gli anni che precedono la “conversione”, il momento drammatico della rinuncia al mondo, il faticoso cammino verso la perfezione, l’aprirsi al mondo, la vita come pellegrinaggio perenne, l’estasi, l’insegnamento, le stigmate.
L’AUTORE
Bonaventura da Bagnoregio (al secolo Giovanni Fidanza, Bagnoregio, 1217/1221-Lione, 15 luglio 1274) è il maggior pensatore della tradizione francescana. Studiò e insegnò alla Sorbona di Parigi. Canonizzato da Sisto IV nel 1482, fu proclamato Dottore della Chiesa da Sisto V nel 1588.
Alla sua biografia di san Francesco -Legenda maior- si ispirò Giotto per il ciclo francescano della basilica di Assisi. Dal 1257 al 1274 fu ministro generale dell’Ordine francescano. Sotto la sua direzione furono pubblicate le Costituzioni narbonesi, su cui si fondano le successive costituzioni dell’Ordine. È autore dell’Itinerarium mentis in Deum (L’Itinerario della mente verso Dio, 1259), testo fondamentale della letteratura mistica medievale: riflessione sul cammino dell’anima che procede nella conoscenza di Dio, sulle orme di San Francesco d’Assisi.
RICCA POVERTÀ
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*L’ossimoro che racconta la scelta di povertà
*Le monete sono mosche inutili
*“Ritornate alle case di cui avete già fatto il giro e chiedete umilmente l’elemosina offrendo l’amore di Dio al posto del denaro”
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Affetto da un grave morbo, Francesco venne trasferito ad Assisi.
Giunsero, Francesco e i suoi compagni di viaggio, ad un villaggio poverissimo, Satriano, dove vana risultò la ricerca di cibo.
Non trovarono nulla da acquistare.
Il santo lì apostrofò: “Non avete trovato nulla perché avete fiducia più nelle vostre mosche che in Dio”.
Chiamava mosche i soldi.
Proseguì: “Ritornate alle case di cui avete già fatto il giro e chiedete umilmente l’elemosina offrendo l’amore di Dio al posto del denaro”.
Gli accompagnatori misero da parte la vergogna e chiesero l’elemosina ottenendo in nome dell’amore di Dio più di quanto potessero avere col denaro.
La ricca povertà di Francesco rispose al bisogno come il denaro non aveva potuto fare.
Legenda maior 7, 10
IL SOMMARIO
Ho raccontato la prima parte della sua vita, gli eventi successivi e la sua morte in 15 capitoli così strutturati:
1) la sua vita in abito secolare;
2) come si è compiuta la sua conversione a Dio e il restauro di tre chiese;
3) l’istituzione dell’Ordine e l’approvazione della Regola;
4) lo sviluppo dell’Ordine sotto la sua guida e la conferma della Regola già precedentemente approvata;
5) l’austerità della sua vita, allietata dalle creature di Dio;
6) l’umiltà, l’obbedienza, la generosità di Dio nell’esaudire i suoi desideri;
7) l’amore per la povertà e gli straordinari interventi nei riguardi dei bisognosi;
8) il suo amore e come le creature prive di intelligenza sembravano affezionarsi a lui;
9) il fervore della carità e il desiderio di martirio;
10) lo zelo e il valore della sua preghiera;
11) la capacità di interpretare le Scritture e lo spirito profetico;
12) l’efficacia della predicazione e la grazia delle guarigioni;
13) le sacre stigmate;
14) la sopportazione delle sofferenze e la morte;
15) la canonizzazione e la traslazione.
C’è poi un’appendice con alcuni dei miracoli da lui compiuti dopo la morte che fu fertile di grazie.
Legenda maior Prologo, 5
L’ENIGMA FRANCESCO
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*Quanto c’è di vero nell’immagine comune di san Francesco?
*Francesco che ammansisce il lupo è quasi certamente un falso
*Perché tante biografie l’una dopo l’altra?
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Il santo di Assisi appartiene all’immaginario collettivo.
Francesco che parla agli uccelli. Francesco che si reca in terra santa e trova terreno poco fertile per la conversione degli “infedeli”. Francesco solare, sorridente, entusiasta compositore del Cantico delle creature (Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui…).
Ma era davvero così Francesco? Qui nasce l’enigma.
Dopo la sua morte c’è stata una fioritura di materiale biografico che sembra obbedire ad una precisa strategia.
Soffermiamoci sui due principali biografi, Tommaso da Celano e Bonaventura da Bagnoregio.
Tommaso racconta quasi in presa diretta. Francesco viene reso con i suoi lati meno edificanti. Aveva un caratteraccio, ad esempio. Era travagliato da dubbi e lotte interiori. Madonna Povertà è compagna di viaggio molto più ruvida che in Bonaventura. Che scrive 40 anni dopo la morte e lo fa nel contesto delle divisioni che ormai lacerano l’ordine. Francesco ne risulta smussato, levigato. Uno “specchio di Cristo”, un’immagine unificante. Più idealizzata, più teologica, per così dire, più spirituale. Il punto di arrivo sono i Fioretti, all’alba del 1400. Il carattere duro ed esigente di Francesco ne viene ingentilito. Il radicalismo pauperistico è attenuato fortemente.
Si potrebbero fare infiniti esempi di questa evoluzione nella presentazione del personaggio. Eccone due.
Quando si pensa ai prodigi di Francesco il pensiero corre al fraticello che parla a un lupo e lo addomestica. Beh, forse non accadde mai. La figura di Francesco che ammansisce la feroce creatura appare solo nei Fioretti che sono una compilazione redatta molti anni dopo la sua morte. Nelle vite che precedono i Fioretti non ne è traccia. Bisognerà pensare che quell’episodio fu costruito con geniale efficacia per raccontare un simbolo. La lotta vittoriosa contro il male oppure il particolare rapporto che Francesco seppe costruire con gli infedeli.
Ancora. Tommaso da Celano ci dice che Francesco aveva paura del crescere in numero alto dei frati, in un certo senso una forma di pericolosa ricchezza. Le parole del santo: “Venga il giorno in cui il mondo, vedendo i frati minori assai di rado, ne abbia stima per il loro piccolo numero”.
I francescani erano moltissimi già in vita di Francesco, divennero una potenza sparsa in tutto il mondo dopo la sua morte, migliaia in pochi anni. Le parole riferite dal biografo sono un po’ difficili da digerire. Imbarazzanti. E infatti il “piccolo numero” sparisce dalla biografia successiva, quella di Bonaventura.
E c’è un problema filologico. Alcune cose Francesco le scriveva da sé, altre le dettava. Cioè lasciava a chi trascriveva il compito di amplificare o contrarre, collegare le varie parti. Intanto le due versioni della Regola. La prima approvata da papa Innocenzo III nel 1209 solo oralmente. La prudenza di Innocenzo si spiega con le resistenze curiali all’approvazione. Il fatto è che ogni movimento pauperistico fa paura alla Chiesa. Potenzialmente eversivo. Proprio in quegli anni Innocenzo III bandisce la crociata contro gli Albigesi. Fiumi di sangue, persecuzioni atroci, di fatto l’esordio dell’Inquisizione. La seconda versione fu approvata da Onorio III il 29 novembre 1223 con la bolla Solet annuere. Il passaggio dalla prima alla seconda è segnato da un grande travaglio in Francesco. Ha dovuto attenuare rigore e durezza, come forse non avrebbe voluto e come invece opportunità e senso pragmatico lo obbligavano a fare.
Vicenda articolata quella del succedersi delle biografie.
Il 19 marzo 1227 sale al soglio papale il cardinale Ugolino di Anagni, amico di Francesco, col nome di Gregorio IX. È lui che lo canonizza in Assisi il 16 luglio del 1228. E affida al francescano Tommaso da Celano il compito di redigere una biografia del santo. È la cosiddetta Vita prima. Giudicata subito lacunosa. Nel 1244, al capitolo generale di Genova, Crescenzio da Iesi, ministro generale, promuove una raccolta di testimonianze per colmarne le lacune. Nasce il Memoriale nel desiderio dell’anima o Vita seconda. Qualche anno dopo Tommaso redige la parte riguardante i miracoli.
L’opera di Tommaso continua a non soddisfare i francescani.
Nel 1260 il capitolo generale, riunito a Narbona, conferisce mandato a Bonaventura di scrivere una nuova vita di Francesco. Pronta e approvata dal capitolo di Pisa nel 1263. È la Legenda maior. Nel 1266, a Parigi, il capitolo generale decreta la distruzione di tutte le vite, fatta eccezione per l’opera di Bonaventura. Dieci anni dopo, però, il capitolo generale, riunito a Padova, ordina il recupero della precedente memoria su Francesco. Abbiamo, su questo materiale, la Compilazione di Assisi e la Leggenda dei tre Compagni. Tra il 1327 e il 1337 vengono redatti gli Actus beati Francisci et sociorum eius da parte, forse, di frate Ugolino da Monte Santa Maria. Da essi un anonimo volgarizzatore trarrà i notissimi Fioretti. Siamo già nel 1370 o addirittura dopo, alle soglie dell’Umanesimo che impone una revisione del rapporto col corpo. Del ruvido Francesco di Tommaso è rimasto quasi nulla.
CRONOLOGIA / 1
SAN FRANCESCO
1181/1182
Ad Assisi, nasce Giovanni di Pietro di Bernardone; il padre è un ricco mercante. È assente al battesimo e al suo ritorno esige che il nome sia cambiato in Francesco.
1193/1194
Nasce ad Assisi Chiara, figlia di Favarone di Offreduccio e di Ortolana.
1202-1203
Nella guerra tra Perugia e Assisi, Francesco è fatto prigioniero. È liberato dopo un anno, in cattive condizioni di salute.
1204-1206
“Conversione” di Francesco (visione misteriosa di Spoleto e incontro con i lebbrosi).
1206-1208
Contrasto con il padre. Rinuncia al patrimonio familiare, nudo davanti al vescovo di Assisi.
Ripara tre chiese: San Damiano, San Pietro e Santa Maria degli Angeli (La Porziuncola).
1208
I primi compagni, Bernardo di Quintavalle e Pietro Cattani. Nella primavera seguente sono dodici.
1209-1210
Innocenzo III approva a voce la Rregola (Regola non bollata).
1211-1215
Francesco tenta invano di raggiungere la Siria, poi il Marocco attraverso la Spagna (fra 1213 e 1215).
1216
Il 16 luglio muore Innocenzo III. Gli succede Onorio III.
1217
Il 26 maggio il capitolo generale decide la prima missione d’oltralpe e d’oltremare. Inizia la V crociata.
1219
Il 26 maggio il capitolo decide una seconda missione dei frati oltralpe e oltremare.
In giugno Francesco si imbarca per l’Oriente, giunge a Damietta, incontra il sultano Malik al-Kāmil.
1220
Gennaio: in Marocco, i primi cinque frati minori martiri. Scrive la Lettera a tutti i chierici, la Lettera ai reggitori dei popoli, la Prima lettera ai custodi, la Seconda lettera ai custodi. Francesco rinuncia al governo diretto dell’Ordine, affidandolo a un vicario (Pietro Cattani, fino al 10 marzo 1221; gli subentra frate Elia).
1221 e seguenti
Appartengono con tutta probabilità a questi anni alcune le preghiere il Saluto alle virtù, il Saluto alla beata Vergine Maria, la Parafrasi del Padre nostro.
1223
Onorio III approva la Regola (con la bolla Solet annuere, 29 novembre).
A Natale Francesco “inventa a Greccio” il presepio.
1224
Alla Verna Francesco riceve le stigmate.
1225 – Primavera: a San Damiano Francesco compone due laudi-esortazioni in volgare, la prima in ringraziamento per l’assicurazione della salvezza, la seconda è il Cantico delle creature. Tenta invano cure chirurgiche per una grave malattia d’occhi.
1226
Redige il Testamento (recordatio, admonitio, exhortatio). Il 3 ottobre muore alla Porziuncola.
CRONOLOGIA / 2
CANONIZZAZIONE / GLI SCRITTI BIOGRAFICI
1227-1228
Il 19 marzo Ugolino da Anagni diventa papa col nome di nome di Gregorio IX e il 16 luglio 1228 celebra in Assisi la canonizzazione di Francesco.
1228-1229
Tommaso da Celano, su mandato di Gregorio IX, compone la Vita del beato Francesco.
1230
25 maggio: traslazione delle spoglie di Francesco dalla chiesa di San Giorgio alla basilica eretta in suo onore. 28 settembre: Gregorio IX promulga la Quo elongati che nega valore giuridico al Testamento di Francesco e dirime alcuni dubbi sulla Regola.
1232-1235
Giuliano da Spira compone la Vita sancti Francisci.
1241
Composizione de I primordi o fondazione dell’Ordine (Anonimo perugino), probabilmente ad opera di frate Giovanni, discepolo di frate Egidio.
1244
Al capitolo generale di Genova, Crescenzio da Iesi, ministro generale, promuove una raccolta di testimonianze per colmare le lacune dell’opera di Tommaso da Celano.
1245
Il 14 novembre Innocenzo IV promulga la bolla Ordinem vestrum a commento della Regola francescana.
1246
11 agosto: Leone, Rufino e Angelo, compagni di Francesco, inviano i loro ricordi a Crescenzio da Iesi (La lettera di Greccio, soprattutto la gioventù di Francesco); anche i cittadini di Assisi inviano testimonianza.
1247
Tommaso da Celano redige il Memoriale nel desiderio dell’anima o Vita seconda.
1252-1253
Tommaso redige la parte riguardante i miracoli di Francesco.
1260
Il capitolo generale, riunito a Narbona, conferisce mandato a Bonaventura di scrivere una nuova vita. È la Legenda maior approvata dal capitolo generale di Pisa (1263).
1266 Il capitolo generale di Parigi decreta la distruzione di tutte le vite di Francesco (tranne l’opera di Bonaventura).
1276
Il capitolo generale di Padova ordina il recupero della precedente memoria su Francesco. Con il materiale raccolto da Crescenzio da Iesi vengono realizzate la Compilazione di Assisi e la Leggenda dei tre Compagni. 1289
18 agosto: con la bolla Supra montem Niccolò IV istituisce ufficialmente il Terz’Ordine francescano.
1318 circa
Redazione dello Speculum perfectionis o Legenda antiquissima, una biografia creduta per molto tempo opera di frate Leone.
1327-1337
Redazione degli Actus beati Francisci et sociorum eius da cui un anonimo volgarizzatore trarrà, decenni più tardi, i notissimi Fioretti.














