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(Discorso Diretto, Edizioni Canova,
Treviso, Quaderno 9, 1985)
Se mai i frammenti di mia vita
-scomposti e irrazionali entro la geografia della morte-.
hanno raccolto un senso,
è stato qui, vicino all’abisso del dolore e della memoria
Qui è grande il pericolo e non esiste certezza alcuna
se non l’essenza di me
lontana dagli oggetti ma confusa ancora alle paure.
Qui forse -teso al varco estremo di mia esperienza-
incontrerò la porta del Regno
e chiederò se mai si possa rinascere oltre la breccia avara
della quotidiana fatica
comprendere
o magari nascere davvero, una sola volta e definitiva
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